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Che ne sarà di noi? Quando (non) riapriranno Palestre e Centri Sportivi

È giusto e doveroso scriverlo chiaramente e senza troppi giri di parole: non sappiamo quando potremo riaprire e, soprattutto, come, con quali regole e limitazioni da seguire.

È giusto – oltre che doveroso – scriverlo, chiaramente e senza troppi giri di parole: non sappiamo quando potremo riaprire e, soprattutto, come, con quali regole e limitazioni da seguire.

In queste ore, si stanno formulando diverse ipotesi. La più accreditata arriva direttamente da Vincenzo Spadafora, attuale ministro per le politiche giovanili e lo sport, che in una intervista televisiva ad Omnibus su La7 il 29 Aprile, ha dichiarato che

stiamo lavorando al protocollo per la riapertura delle palestre, dei centri danza e di tutti i centri sportivi del territorio, lo sottoporremo quanto prima al Comitato tecnico-scientifico, perché a maggio vorrei tanto che riaprissero in sicurezza anche questi altri centri

Vincenzo Spadafora, Ministro per le politiche giovanili e lo sport
Per un settore come il nostro, queste parole assumono un significato importante, un appiglio a cui aggrapparci per iniziare quantomeno a vedere la luce in fondo al tunnel, fermo restando le gravi difficoltà ed il periodo drammatico che il Sistema Sanitario Nazionale ha vissuto in questi due mesi e le migliaia di vittime da coronavirus che restano – e resteranno – una ferita indelebile nella storia italiana. La cosiddetta Fase 2 inizierà il 4 maggio prossimo e spetterà solo ad alcuni settori specifici la possibilità di ripartire gradualmente, al fine di mantenere un atteggiamento di massima cautela e sull’efficacia di tali misure e sull’andamento dei contagi.

Riaprire sì, ma a quali condizioni (economiche)?

Quanto a Palestre e Centri Sportivi si sta, appunto, valutando la fattibilità di riaprire a fine maggio o, magari, a inizio giugno: circolava anche la data di lunedì 8, ma non vi sono conferme su questa ulteriore possibilità. Ciò che manca, però, sono le misure e i protocolli da attuare, le modifiche da apportare ai locali, il numero di persone massime consentito, l’utilizzo (obbligatorio o meno) della mascherina e, soprattutto, incentivi e aiuti economici.

 

Già, perché una micro-impresa come la nostra, che vive grazie alle tante persone che amano fare sport e che ogni giorno frequentano il nostro Centro (così come tutti gli altri), sta vivendo un periodo difficile, complicato, che non ci consente di pensare al futuro con serenità e voglia di ripartire.

Al momento, non vi sono chiari segnali che vanno nella direzione di un aiuto concreto a piccole e piccolissime imprese, che rappresentano la larghissima maggioranza del tessuto economico e sociale dell’intero Paese. Le promesse fatte nelle scorse settimane devono ora, più che mai, avere un seguito concreto o c’è il rischio che molti imprenditori scrivano la parola “fine”, “chiuso per fallimento” sulla porta della loro azienda.

 

Noi vorremmo tanto riaprire quando il governo ce lo consentirà e con tutte le misure di sicurezza richieste, ma, al tempo stesso, abbiamo bisogno che lo Stato si faccia garante per tutte quelle micro-imprese – inclusa la nostra – che faticherà non poco, almeno nei prossimi 2 anni.

 

Non ce ne vogliano le grandi catene low cost, aziende importanti del settore come Virgin Active o McFit con fatturati importanti e che sapranno riprendersi in poche settimane; noi, invece, siamo una piccola realtà, un piccolo Centro di Provincia, che ha sempre cercato, per quanto possibile, di fare il proprio lavoro con qualità, passione e determinazione.

 

Non vi nascondiamo un certo timore, anzi, una discreta paura: quello che dovremo affrontare nei prossimi mesi (e anni) sarà, non soltanto un’emergenza sanitaria, ma anche – e soprattutto, a nostro avviso – una crisi economica forte, d’impatto, che ci metterà di fronte a scelte rilevanti e che dovremo affrontare a mente lucida, con grande responsabilità.

 

Le persone sono la nostra più grande risorsa: amici e clienti, dipendenti e collaboratori. Vogliamo proseguire a fare (bene) il nostro mestiere.
Vogliamo trasmettere l’importanza di fare sport, di fare attività fisica, affinché resti la più bella e sana abitudine. Lo stiamo facendo. Lo continueremo a fare. Insieme.

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